La via dei Marmi

VERSILIA

Tra gli itinerari turistici della VersilStazzema Arniia merita senz’altro una menzione la così detta “via dei marmi”. La Versilia Storica è legata alle vicende della famiglia Medici e alla estrazione del marmo sulle Alpi Apuane. Grazie a queste peculiarità venne costruita la “Via di Marina”, che collegava l’entroterra con uno scalo marittimo posto sulla costa. La costruzione del percorso fu seguita dal maestro scultore Donato Benti, collaboratore di Michelangelo Buonarroti, per creare una strada adibita al trasporto dei marmi e, secondariamente, al commercio del ferro che, infatti, giungeva via mare dalla vicina Isola d’Elba e veniva successivamente lavorato nelle ferriere versiliesi. L’industria del marmo in Versilia nasce e si sviluppa durante il periodo mediceo, in particolare a seguito del lodo del 1513 di papa Leone X che restituì ai fiorentini il territorio di Pietrasanta. L’atto rappresentò un momento fondamentale per l’economia della Versilia, anche per la decisione di Leone X di far utilizzare, per la realizzazione della facciata della chiesa di S. Lorenzo, i marmi estratti dalle cave di Seravezza e Cappella.

Michelangelo Buonarroti, incaricato della realizzazione del progetto della chiesa di S. Lorenzo, e del lavoro di estrazione dei marmi necessari dai monti della Versilia, si vide costretto ad interrompere l’antica dipendenza da Carrara, dove l’esperienza delle maestranze rendeva più agevole l’approvigionamento. Il 15 marzo 1518 Michelangelo è a Pietrasanta, dove astipula un contratto con otto scalpellini di Settignano e con Bastiano di Angelo di Benedetto, detto Angelotto, di Azzano, cavatore, per la fornitura di marmi. Nei tre anni di permanenza in Versilia, dal 1518 al 1520, Michelangelo aprì il tratto di strada che da Seravezza conduce al caricatoio dei marmi ai piedi delle cave di Trambiserra e Cappella, sistemò ed allungò il tracciato lungo il fiume da Seravezza a Corvaia, e da qui a Querceta, quindi condusse un nuovo tratto fino alla marina, dove i marmi venivano imbarcati sui navicelli. Potenziò quindi l’escavazione nelle cave già attive di Ceragiola, e l’avviò in concreto in quelle di Trambiserra e Cappella. Nel 1520, con “breve” di Leone X del 15 marzo, il contratto per la costruzione della facciata della chiesa di S. Lorenzo venne rescisso. Con la morte di Leone X, avvenuta nel 1522, le cave di Trambiserra e della Cappella, ancora di proprietà dell’ Opera di Santa Maria del Fiore, furono assegnate in concessione a privati. Con il consolidamento del potere di Cosimo I Medici, un nuovo impulso venne offerto all’industria estrattiva locale. Si volle allora accedere ai giacimenti marmiferi del monte Altissimo, già scoperti da Michelangelo, prolungando la strada lungo la valle del Serra, fino ai piedi di quella montagna. Oggi i principali bacini sono nel comune di Stazzema, in particolare sul Monte Corchia è visitabile l’Antro del Corchia, le miniere di Argento Vivo e Miniera della Pietra Piegata grazie al sistema turistico culturale di Corchia Underground (info su www.antrocorchia.it)

CARRARA
Cave di CarraraVisitare le cave di marmo a Carrara
significa scoprire un mondo assolutamente unico, che ha alle spalle migliaia di anni di storia e nel quale si uniscono tradizione, innovazione, arte, tecnologia. Le numerose cave attive attualmente a Carrara sono suddivise in tre diversi bacini marmiferi, che corrispondono a tre vallate che si aprono alle spalle del centro storico: Torano (il più occidentale), Colonnata (il più orientale), Miseglia – Fantiscritti, il bacino centrale. L’Itinerario classico per la visita alle cave di marmo di Carrara, ulteriore bacino delle Alpi Apuane che la rendono famosa in tutto il mondo, parte dal casello autostradale per arrivare alle pendici delle montagne. A Carrara si possono osservare all’opera le numerose aziende che lavorano il marmo, trasformando i blocchi estratti in cava, in lastre, rivestimenti, oggetti, sculture e altri prodotti finiti. Dopo aver attraversato il centro storico si prosegue nel risalire il bacino marmifero di Fantiscritti, il principale dei tre presenti nel bacino. A Fantiscritti il colpo d’occhio sulla vallata che si apre di fronte a noi lascia intravedere più di 30 cave in attività. In brevissimo raggiungiamo la cava Museo di Walter Danesi per ripercorrere la storia dell’estrazione e del trasporto del marmo, attraverso una eccezionale raccolta di oggetti, reperti e strumenti originali. Subito all’esterno della cava Museo possiamo osservare le principali attività legate all’estrazione del marmo: i camion che caricano e scaricano i blocchi, i mezzi meccanici che trasportano scaglie e detriti, gli atelier di scultura che realizzano opere d’arte da inviare in tutto il mondo. Scendendo per rientrare a Carrara è consigliata una sosta per ammirare il panorama presso i Ponti di Vara, realizzati nell’Ottocento per la ferrovia marmifera e ancora oggi utilizzati, grazie ad un complesso sistema di gallerie, per il trasporto dei blocchi su gomma.

Per approfondimenti:

http://www.carraramarbletour.it/

http://www.antrocorchia.it/

http://www.versiliamedicea.com/event.php?idevento=E0000022

http://www.versilia.toscana.it/marmo/06.html

http://www.artemagazine.it/architettura/12841/michelangelo-il-marmo-e-la-facciata-di-san-lorenzo-una-storia-travagliata/

 

 

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