POMEZZANA

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Altezza: 623 m s.l.m.

Chiesa: S. Sisto

Patrono: S. Sisto (6 agosto)

 

POSIZIONE GEOGRAFICA

Il paese, circondato da castagneti secolari, è aggrappato alle pendici del monte Matanna in prossimità del “Colle della Castellina”, che lo sovrasta e dal quale si possono osservare fra le più belle e suggestive immagini delle Alpi Apuane e dei paesi dello stazzemese.

STORIA

Il toponimo proviene dal gentilizio latino Pomidius-Pumidius-Pometius. Insieme con Farnocchia costituiva una frazione dipendente dei Signori di Corvaia e Vallecchia nel XII° secolo. Comunello irrequieto, fu spesso implicato in contrasti di confine con Casoli, Stazzema e Farnocchia.

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All’inizio del XIV° secolo passò sotto il diretto controllo della Repubblica di Lucca, per poi finire sotto il dominio del Granducato di Firenze nel corso del XVI° secolo. In quei secoli la popolazione, oltre alla coltivazione del castagno e della biada, traeva gran parte della sussistenza dalle cave dei minerali e dalla produzione di forbici e coltelli in acciaio. Nel corso del XVIII° secolo cresce l’attività produttiva: nel 1750 erano presenti 24 telai per la lavorazione di lana, canapa e seta, 3 botteghe d’arte del ferro, 3 costruttori edili, un calzolaio e un falegname. La popolazione traeva gran parte del suo reddito anche dalle cave. Con le attività produttive migliorarono anche le infrastrutture: verso il 1775, lungo la mulattiera per Stazzema, si costruì un solido ponte a volta, che permise agli abitanti di non attraversare più il fiume a piedi nudi.

Nel corso del XIX° secolo erano sempre in piena attività 3 fabbricanti di “forbici e coltelli” e una cava di lavagna. Nel 1891 sorse la Società Filarmonica “Il Matanna” sotto la direzione dell’Arciprete Michele Milani. Nel 1911 venne approvato il nuovo statuto che istituiva una scuola di musica per la formazione di allievi. La banda si è sciolta nel 1977 per mancanza di un numero minimo di musicanti. Risale al 1980 la richiesta di costruire la strada San Rocchino-Alto Matanna, ritenuta opera di estrema importanza sia per la valorizzazione del patrimonio silvo-pastorale che del turismo, nonché per il collegamento con la frazione di Palagnana, completamente isolata dal resto del comune. Ancora oggi l’economia di Pomezzana mantiene un carattere prevalentemente artigianale di antichissima tradizione, soprattutto nel settore della lavorazione del ferro per la produzione di attrezzi agricoli: infatti vanta una produzione di utensili d’acciaio per la scultura del marmo, le cosiddette “raspe”, nota anche all’estero.

LUOGHI D’INTERESSE

CHIESA DI SAN SISTO

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La prima notizia sulla sua esistenza la troviamo in un estimo del 1377, anche se probabilmente una chiesa esisteva già nel 1260 sotto la dipendenza della pieve di Santa Felicita di Valdicastello. Nella seconda metà del XV° secolo subisce un’opera di ampliamento. Nel 1598 vennero spesi 40 scudi per il campanile pericolante e 50 per rifare le campane, e nel 1609 fu spesa la somma di 160 scudi per fondere una nuova campana. Nel 1651 gli fu concesso il titolo di arcipretura e il fonte battesimale. Nel 1789 venne inglobata dalla Diocesi di Pisa. La chiesa attuale fu costruita sul luogo dell’antica tra il 1860 e il 1864 e venne consacrata l’11 luglio 1876 (Giulio Salvatori ne “Gli ultimi ferrieri” sottolinea che “nel 1883 fu portata a termine una grande ristrutturazione: era parroco l’arciprete Barlam Pardelli. Una lapide sulla facciata della chiesa ne fa testo”). Nel 1912 un terremoto fece cadere la volta della chiesa, danneggiò la sacrestia e la canonica e rese impraticabile il campanile, che venne demolito. Grazie al contributo degli abitanti di Pomezzana furono ristrutturate la chiesa e la canonica, e nel 1915 venne nuovamente eretto il campanile. La chiesa ha un ricco patrimonio di opere di arte sacra e di arredi, tra cui sono da menzionare: una croce astile in argento databile tra la fine del XIII° e l’inizio del XIV° secolo opera di argentieri lucchesi, una tela di Gaspare Mannucci raffigurante l’Ultima Cena e risalente agli inizi del ‘600 (restaurata nel 2001 da Sonia Balderi e Daniela Frati) collocata nel 2° altare a sinistra ed una pala processionale del 1490 raffigurante la Madonna col Bambino tra i Santi Sisto e Pietro, opera del pittore Bernardino del Castelletto, attualmente custodita nel Museo Nazionale di Villa Guinigi a Lucca.

ORATORIO DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE DETTO DELLA “MARGINE”

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La chiesa di Santa Maria delle Grazie la troviamo menzionata nell’Archiepiscopale di Lucca già nel 1377. Il soffitto ligneo è datato 1783 e fu decorato dal pittore stazzemese Guglielmo di Tommaso Tommasi. Lo stesso Tommasi adornò anche il piccolo organo proveniente dal Monastero delle Monache di S. Lorenzo di Pietrasanta, donato dalla casa ecclesiastica di Pisa. Nel 1972 il pittore Dino Domenici restaurò il soffitto, a grandi cassettoni, e l’intero Oratorio.

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ORATORIO DI SAN ROCCO SULL’ALPE DETTA “AL MONTE CROCE”

La data precisa della costruzione di questo santuario è sconosciuta, ma, a giudicare dalle due monofore poste a lato dell’altare, si può dedurre che fu edificato nel medioevo. Da un documento del 1642 si rileva che Simone di Domenici di Pomezzana restaurò l’Oratorio ormai fatiscente. Il 16 agosto è giorno di festa nella piccola chiesina, con un forte afflusso di fedeli che raggiungono l’oratorio in processione.

MONUMENTO AI CADUTI

Voluto dalla popolazione e dalla locale Associazione Combattenti e Reduci, il monumento – con la dicitura Pomezzana ai suoi Caduti – è stato inaugurato il 20 agosto 1976 e posto nel piazzale della chiesa di San Sisto. L’opera, in pietra del Cardoso ed in marmo, raffigura varie simbologie come il cannone, il fucile, l’ancora e l’aquila, che stanno a significare la guerra, la libertà e la vittoria.

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OFFICINA DEI FRATELLI MILANI: lavorazione artigianale del ferro

L’officina è nata nel 1945 per volere di Giacomo Milani che insieme ai figli ha dato vita ad una piccola fabbrica scavata dentro la roccia a ridosso del Procinto.

La particolarità di tale officina risiede nel fatto che lavorazione del ferro,già documentata intorno all’anno mille, è stata nel passato un’attività fondamentale per la crescita del paese.

All’interno dell’officina viene lavorato l’acciaio e trasformato in ingegnosi strumenti da utilizzare nei laboratori di marmo, come raspe, subbie, mazzuoli e compassi. Sono inoltre fabbricati anche coltelli, forbici e utensili per uso sanitario.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

  • AA.VV. Abitare la memoria: Turismo in Alta Versilia, Comunità Montana Alta Versilia, 2007

  • Baracchini, Clara e Russo, Severina (a cura di) Arte Sacra nella Versilia Medicea, Firenze, S.P.E.S., 1995

  • Bianchi, Nino Alta Versilia

  • Giannelli, Giorgio Almanacco Versiliese, Edizioni Versilia Oggi, 2001-2008, voll. 1-3 (vedi voci “Chiese e oratori”, “Pomezzana”)

  • Gierut Lodovico (a cura di), Monumenti e Lapidi in Versilia in memoria dei Caduti di tutte le guerre, Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi in guerra – Comitato provinciale di Lucca, 2001

  • Salvatori, Giulio Gli Ultimi Ferrieri, Edizioni Graficatre Versilia, 1988

 

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