Antro del Corchia e Miniere dell’Argento Vivo di Levigliani

corchia4L’Antro del Corchia, detto anche “La Montagna Vuota”, il più importante complesso carsico d’Italia ed uno dei maggiori del mondo, è incastonato tra gli spettacolari scenari del Parco delle Alpi Apuane. Al suo interno ci sono 70 km di gallerie e pozzi, 1200 m di dislivello massimo, un sistema di condotti carsici sviluppati in 2 km cubici di roccia, che rendono l’Antro del Corchia il più importante complesso sotterraneo d’Italia ed uno dei maggiori al mondo. Dal 2001, un percorso attrezzato ed illuminato di circa 2 km, consente di addentrarsi nelle meraviglie di questo mondo sigillato, tra le limpide acque dei laghi sotterranei e surreali canaloni, nel fascino della “Foresta Pietrificata” o tra le forme magiche della “Galleria delle Stalattiti”. La particolarità del Sistema carsico del Corchia sta soprattutto nella sua estrema complessità morfologica ed evolutiva. Si tratta infatti di un reticolo tridimensionale racchiuso in un volume di marmi e dolomie di circa 2 km di lunghezza, 1 km di larghezza e quasi 1200 m di altezza. Un percorso attrezzato, di circa 1 km, consente ai turisti di penetrare nell’interno del Corchia e di raggiungere il cuore della montagna e del sistema carsico.

Miniere dell’Argento Vivo:

miniereLa visita guidata alle antiche Miniere, le più antiche dell’Alta Toscana nominate addirittura in un atto del Comune di Pisa del 1553, ha una durata di circa un’ora e si sviluppa lungo un percorso attrezzato di 900 metri alla scoperta degli antichi giacimenti, accompagnati da una guida e muniti di caschetti da minatori. Nelle Alpi Apuane meridionali sono state compiute attività minerarie fin dal XII secolo per l’estrazione di minerali di piombo argentifero, bario, ferro, mercurio con produzioni che a livello locale hanno dato occupazione massima nel XIX secolo. La visita guidata inizia nel cantiere della “Cava Romana” dove si può notare il metodo di scavo a pozzi inclinati lungo le vene di roccia mineralizzate collegati all’esterno con gallerie orizzontali moderne per il carreggio del minerale. miniere2Una delle particolarità possiamo trovare nelle gallerie è la presenza di mercurio metallico allo stato nativo che rappresenta una peculiarità a livello mondiale. Il percorso continua poi verso i cantieri della “Cavetta” al di sopra dei quali si trovano discenderie in cui sono installati vecchi tubi e tramogge per lo scarico del minerale dai livelli soprastanti; quell’ambiente costituisce la zona della “Speranza”,zona ricca di cinabro in numerose venette negli scisti verdastri. I minerali più diffusi di queste miniere sono Cinabro e Pirite accompagnati da piccole quantità di Mercurio nativo. Si rinvengono inoltre rari minerali, tra cui la “Leviglianite” (varietà zincifera di metacinabro) e soprattutto la “Grumiplucite” (solfuro di mercurio e bismuto), qui recentemente scoperta e descritta per la prima volta.

Per maggiori info: http://www.antrocorchia.it/

http://www.sfogliami.it/flip.asp?sc=d4bz1p7lj66v52koxj0250c44z5z0572&ID=109481