Chiesa di San Jacopo – Altopascio

altopascio chiesaLa Chiesa di San Jacopo di Altopascio, originaria dell’XI secolo e tuttora aperta al culto, era il quartier generale dell’ordine dei Cavalieri del Tau, e conserva ancora l’antico fascino dell’epoca. Il portale ed il timpano arricchito da colonnine sono decorati a fasce bicrome bianche e verdi, nella tradizione del romanico toscano (di cui abbiamo splendidi esempi nei duomi di Firenze, Siena e Lucca). Sul timpano, una nicchia centrale presenta una figura barbuta benedicente con la mano destra, e che regge un libro aperto con la sinistra, identificato con il Cristo. Il portale d’ingresso c’intromette nella chiesa dalla parte sinistra del transetto, dove notiamo sulla parete un medaglione circolare che è stato cancellato a scalpellinate. All’interno, il pregevole affresco sull’abside riproduce la troneggiante figura di San Jacopo con bastone del pellegrino e conchiglia appuntata sul petto (pettine di San Giacomo, emblema classico del pellegrinaggio in riferimento al Cammino di Santiago di Compostela), che benedice le folle oranti dalla prua della sua barca, la cui forma richiama chiaramente il Tau. Altri Cavalieri del Tau, riconoscibili per lo stesso simbolo dipinto sugli scudi, accompagnano il Santo sulla barca. La barca ha le vele spiegate e sventola un vessillo bianco su cui è apposta una croce rossa.

Gli affreschi

altopascio chiesa2oltre ad essere un’opera di mirabile importanza artistica e storica offre al suo interno degli affreschi molto particolari. In particolare  l’affresco sull’abside dove è riprodotta la figura del santo patrono della chiesa.
San Jacopo è riprodotto con  il bastone da pellegrino e una conchiglia puntata su petto che richiamano i simboli del pellegrinaggio del cammino di Santiago di Compostela, mentre sta salendo su una barca a forma di tau, accompagnato dai cavalieri dell’omonimo ordine religioso, fa un gesto con le mani come segno di benedizione per una folla orante. La barca a vele spiegate, sventola un vessillo bianco con la croce rossa.

Struttura

La chiesa ha una forma e  tre navate e  tra il 1827 e il 1830 viene munita di un transetto al fine di aumentare le dimensioni della vecchia chiesa non più adatta alle mutate esigenze liturgiche.
Fu edificata tra la fine del XII e la prima metà del secolo successivo, quando l’Ospedale e la confraternita che lo gestiva erano diventati un’istituzione autorevole e bisognosa di un luogo di culto ampio e di pregevole fattura. Purtroppo l’ampliamento del XIX secolo comportò danni enormi all’impianto originario che fu completamente sventrato e ridotto ad un semplice involucro di cui ci rimane solo la facciata principale.

Notizie Storiche

Altopascio_Chiesa_S_Jacopo_timpanoL´istituzione ospedaliera di cui la chiesa era parte si fa risalire a poco dopo il Mille: già verso la fine dell´XI secolo essa riceveva infatti privilegi e conferme dal vescovo di Lucca. Nel corso del secolo seguente rafforzò le sue basi economiche con lasciti e acquisti, fino ad avere possessi sparsi in tutta la diocesi: la prima trascrizione della regola dell´Ordine risale al 1239 benché la sua stesura sia di certo precedente.
Allo stesso anno risale l´autorizzazione papale ai religiosi di Altopascio ad abbracciare la regola dei Frati di S. Giovanni di Gerusalemme, documentando così una svolta nella storia dell´Ordine, che restringeva i suoi compiti all´attività più propriamente terapeutica, abbandonando quella dell´assistenza di tipo logistico-militare ai pellegrini in virtù della quale esso era intervenuto attivamente nella manutenzione e nella sorveglianza di ponti e strade. La concessione papale prelude anche allo svincolamento dall´autorità vescovile dell´Ospedale di Altopascio, che risulta infatti da allora direttamente soggetto alla Santa Sede. La chiesa come tale rimase dipendente dalla Pieve di S. Piero in Campo.
Concesso in commenda nel 1472 ai Capponi di Firenze, fu poi soppresso da Cosimo I che destinò i suoi beni al neo-costituito ordine dei Cavalieri di S. Stefano di Pisa: dal 1338 infatti Altopascio e con esso gran parte della Val di Nievole era passato nell´orbita fiorentina. Dal 1519 il territorio di Pescia viene elevato a diocesi separandolo da Lucca: alla nuova Curia affluisce anche Altopascio con gran parte della Val di Nievole.
Dopo una assai contestata ristrutturazione del complesso medievale, avvenuta tra il 1827 e il 1830, rimangono oggi il chiostro e alcuni ambienti del pellegrinaio, recentemente restaurati, parte delle mura del castellare, la facciata della chiesa (che è divenuta il transetto del nuovo edificio) e la torre campanaria. Quest´ultima, riconducibile nell´impianto al 1280 circa, costituiva con i rintocchi della sua campana un riferimento per chi transitava nel padule di Bientina.
Il prospetto risalente all´ultimo quarto del XII secolo, è articolato in loggette, secondo una soluzione che risulta ampiamente attestata in zona (Pieve S. Paolo, S. Michelino di Pescia), ma che, nella ricca strutturazione delle sue componenti, tiene conto sia dell´autorevole modello del Duomo pisano sia delle coeve realizzazioni dell´architettura sacra pistoiese.
Sul prospetto campeggiava la statua del Redentore benedicente, opera di maestranza affine a Biduino, che in questi anni diffondeva nelle chiese toscane narrazioni di storia sacra scolpite in linguaggio antichizzante. Essa, insieme ad altri rilievi oggi conservati nel Museo di Villa Guinigi, testimonia la ricchezza dell´apparato decorativo dell´originario edificio.

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