Piazza al Serchio

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Piazza al Serchio è il più importante nodo viario dell’alta Garfagnana, convergono qui le strade di collegamento con l’Emilia e la Lunigiana, ma è anche il punto in cui il Serchio di Sillano si unisce al Serchio di Gramolazzo, dando origine al fiume che, con il suo corso, caratterizza tutta la vallata. I doglioni, rocce nere di origine vulcanica, si ergono a sentinelle del fiume e sulla cima di Castelvecchio, l’antico castello, oggi restaurato, sorgeva a difesa di questo punto obbligato di passaggio. Il nome del paese trarrebbe origine da una vasta area denominata, appunto, Piazza e adibita, in epoca medievale, a mercato e che ora si trova, all’incirca, nei pressi dell’attuale stazione ferroviaria. Si racconta che proprio davanti a questo spazio si ergeva una Pieve molto importante che, nella propria giurisdizione ecclesiastica, aveva 30 chiese. Oggi della vecchia Pieve resta soltanto la campana del 1271, scoperta nel corso di recenti scavi. Il ponte a sella d’asino di Piazza bassa e, ancora più suggestivo, il Ponte di San Michele, unica via di accesso al borgo medievale, testimoniano l’importanza strategica ed economica del paese. Presso la Biblioteca Comunale è stato organizzato un importante Centro di Documentazione che raccoglie materiale della tradizione orale proveniente da Toscana e dalla Liguria. La biblioteca ha anche una sezione specialistica sulle tradizioni popolari. Tutte le frazioni di Piazza a Serchio, piccoli nuclei abitati circondati da campi coltivati a farro e foraggiere, sono da vedere: Contra, Cortia, Nicciano, Cogna, Livignano, Sant’Anastasio e Petrognano ed infine, Borsigliana che all’interno della chiesa conserva un trittico quattrocentesco della Madonna con Bambino realizzato dal Maestro di Borsigliana, al secolo Pietro da Talada, che da solo merita una visita.

Notizie Storiche

L’antica Contea Vescovile di Piazza e Sala, iniziò a costituirsi nell’VIII secolo intorno all’attuale borgo di Piazza al Serchio, formatosi nel corso dei secoli dall’unione dei borghi di “Sala”, Piazza e “Plebs de Castello” (punto nel quale sorgeva la Pieve intitolata a S.Pietro, detta anche “De Castello” riferendosi al vicino castello “Castrum Vetus” Castelvecchio o Castello di Sala). I Vescovi di Lucca, in quel periodo iniziarono ad acquistare alcune Terre poste alla confluenza dei due rami del Serchio, quello di Soraggio e quello di S.Michele, la prima trattativa d’acquisto di cui abbiamo notizia risale all’8 gennaio del 793, quando il Vescovo Giovanni acquistò per 100 soldi d’oro dal Presbitero Rachiprando delle case e terre “ In loco Sarzano finibus Carfaniense” località individuata in Sala, all’interno di questa pergamena inoltre viene nominata per la prima volta anche la Pieve di S.Pietro “Plebs de Castello”, indicata come una delle tre Pievi (le altre sono,Pievi di S.Lorenzo di Vinacciara e di S.Pietro di Offiano) sotto le quali era sottoposto in quel momento il “fines Carfaniense”.

Altre notizie sulla Contea, le ritroviamo quasi un secolo dopo in un documento dell’883, nel quale il Vescovo di Lucca Gherardo allivella dei beni posti “in loco ubi dicitur ad Sala Finibus Carfaniense” a un certo Cunimondo del fu Cunimondo (capostipite dei Rolandinghi), mentre suo figlio Rodilando il 12 ottobre 939 ottenne delle altre proprietà in Sala poste sotto il castello (Castelvecchio sorgeva sopra un “doglione”, un alto cono roccioso) Sul finire del X secolo scese in Italia l’Imperatore Ottone II, l’allora Vescovo di Lucca Guido (già Vescovo di Populonia e discendente di Teudimondo Fraolmi), aiutato dal Vescovo Pietro da Tiano, al seguito del sovrano, il 31 dicembre 980 riuscì ad ottenere la giurisdizione sulle terre di Lucca e del contado, ponendo le basi per l’istituzione della “Contea di Piazza e Sala” Nel 1063 Papa Alessandro II (1057 – 1073), per frenare l’abitudine di cedere in allivellamento alcune parti dei beni della chiesa di Lucca da parte dei vescovi, emise una Bolla la “Quanvis circa omnes” nella quale viene citata anche la “Plebs de Castello” data alcuni anni prima in allivellamento ai Ronaldinghi, cercando con la sua emissinone di far ricuperare alla chiesa i pieni poteri sulle sue terre, vista l’instabilità politica di quegli anni dove i vari signori feudali della Garfagnana i cosiddetti “Conti Rurali”, si fronteggiavano continuamente nella valle ormai messa a soqquadro dalle guerre fra Pisa e Lucca e dalle mire espansionistiche dei Malaspina. Il Vescovo Gregorio nel 1155, per difendere i propri privilegi e diritti rese omaggio a Federico Barbarossa durante il suo viaggio di ritorno in Germania proveniente da Roma, ma solo nel 1164 il Barbarossa in contrasto con i principali comuni del nord Italia e il Papa Alessandro III con un “Diploma Imperiale” confermò i diritti feudali del vescovato di Lucca al Vescovo Pievano, che abilmente seppe sfruttare a suo vantaggio la delicata situazione politica, alla vigilia della discesa in Italia dell’antipapa Vittore V protetto dallo stesso Imperatore. Fra i vari beni nominati in questo primo “Diploma Imperiale”, venne citata anche la Contea di Piazza e Sala “arcem que vocatur Sala, cum burgo et cappella et plebem de Castello”, purtroppo nei secoli successivi l’instabilità politica della Garfagnana non cessò e i Vescovi di Lucca per mantenere la loro giurisdizione sulla Contea, furono costretti a rivolgersi altre tre volte all’Imperatore ottenendo altrettanti Diplomi simili al primo, Enrico VI (20 luglio 1194), Ottone IV (1209) e per ultimo Carlo IV (1355). Nel XV secolo nella provincia della Garfagnana, si affacciò una nuova potenza militare, gli Estensi e la piccola Contea Vescovile si ritrovò nuovamente invischiata in guerre che non la riguardavano, in seguito alla pace stipulata fra Lucca e Firenze il 27 marzo 1441, sotto la vigilanza di Venezia venne stabilita la restituzione a Lucca delle terre prese dai Fiorentini eccetto Montecarlo e Motrone, la Vicaria di Camporgiano, nella quale era inserita la Contea, nel 1445 dopo 8 anni di dominio fiorentino, rifiutò il ritorno sotto l’insegne di Lucca, a nulla valsero le pressioni dei Fiorentini e dei Lucchesi, gli uomini della Vicaria chiesero allora protezione agli Estensi e per ritorsione contro Lucca e il suo Vescovo invasero la Contea, distruggendo il suo castello Castelvecchio “Castrum Vetus”. Dopo trent’anni di reclami Lucchesi e Papali (1449, 1459 e 1476), il vescovato rientrò in possesso della Contea mantenendolo fino al 1787.

http://www.turismo.garfagnana.eu/it.html

http://www.contadolucchese.it/Piazzaalserchio_home.htm

 

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