Villa Collemandina

Villa Collemandina si trova a un’altitudine di 549 metri, ed estende il suo territorio comunale su un’area di 34,81 chilometri quadrati dai terrazzamenti di origine fluviale che caratterizzano l’ambiente intorno al capoluogo, fino allo spartiacque appenninico, presentando zone di straordinario interesse naturalistico e paesaggistico a pieno titolo inserite nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-emiliano. Domina il paesaggio il massiccio calcareo della Pania di Corfino (1603 m.slm) alle cui pendici si trova il paese di Corfino, porta di accesso alle Riserve dell’Orecchiella e all’Orto Botanico e splendida terrazza panoramica sulla valle. I piccoli borghi di Canigiano, Magnano, Pianacci e Massa, raccolti intorno alle loro chiese, ci raccontano di ritmi di vita agreste, mentre Sassorosso al tramonto fonde i colori delle sue case con quelli della collina di calcare rosso su cui è costruito. A confermare la tradizione agricola e pastorale di queste terre, rimangono numerosi alpeggi, come Pruno, Sulcina, Salera e Campaiana, dove ogni anno in estate, si tiene ancora la tradizionale festa del fieno.

Notizie Storiche

Il piccolo comune di Villa Collemandina, si trova al centro di una delle più interessanti aree archeologiche della lucchesia, in questo piccolo territorio ricco di boscaglie e di selvaggina, la presenza umana si perde nella notte dei tempi, le numerose grotte o antri, presenti lungo le pendici della Pania di Corfino e del monte Orecchiella, fin dal Paleolitico Medio offrirono riparo ai primi cacciatori nomadi neandertaliani, ma soprattutto ospitarono i primi insediamenti umani, realizzati a ridosso dell’Età del Bronzo, dalle tribù celtiche dei Liguri Apuani, ne è testimone la necropoli scoperta sul finire dell’800, in località Pian di Paolo, dove furono rinvenute ben nove tombe a cassetta.
Le numerose campagne di scavi archeologici intraprese, a partire dalla fine dell’800, nelle grotte di Villa Collemandina, hanno riportato alla luce, interessanti manufatti di varie epoche, come avvenne per la Grotta della Guerra, dove furono trovati manufatti litici, ceramici e resti faunistici (a partite dall’Eneolitico), la Grotta Raffaelli, ricca di frammenti fittili (eneolitici) e con al suo interno, delle urne sepolcrali di origine ligure-apuana e romana (età Augusta e Claudia), la Grotta della Penna Gialla, con dei frammenti fittili (III° secolo a.C.), la Tana dei Pipistrelli, con frammenti ceramici (età del Bronzo) e la Grotta del Cinghiale, con alcuni reperti più recenti (epoca romana), ma non per questo meno interessanti, insieme a delle monete (41 di cui una d’Argento, coniata da Gallieno 253-268 d.C.) e a dei reperti ceramici, furono rinvenuti alcuni ami da pesca, in piombo e bronzo, dei bottoni e frammenti di fibbie in bronzo ed alcuni frammenti vitrei. I Liguri-Apuani che possiamo considerare il primo popolo della Garfagnana, fra il III e il II secolo a.C. furono costretti a fronteggiare le Legioni romane, la guerra durò diversi anni, i romani decisi ad aprirsi un varco verso nord (la Pianura Padana), organizzarono più di una spedizione, raccogliendo vittorie, ma anche brucianti sconfitte, come avvenne nel 186 a.C., quando a poca distanza da Villa Collemandina (in località Mancione, secondo alcuni storici), le truppe del Console Quinto Marcio Filippo, vennero sopraffatte dai Liguri-Apuani, gli scontri cessarono, alcuni anni dopo con la vittoria del Console Claudio Marcello e la conseguente deportazione nel Sannio (Benevento) degli sconfitti, la colonizzazione romana della Garfagnana, proseguì velocemente, il riordino della viabilità (iniziata dallo stesso Claudio Marcello) e la concessione, di vaste aree coltivabili o boschive, ai militari giunti al termine del servizio militare, favorirono la nascita della maggior parte degli attuali borghi garfagnini e probabilmente anche di Villa Collemandina, il borgo probabilmente nacque da una di queste fattorie romane, il riordino territoriale romano, sconvolse completamente la Garfagnana, la toponomastica vide scomparire i termini celtici e le località assunsero nomi latini, legati quasi sempre al nome del nuovo proprietario e i nuovi villaggi, iniziarono a formarsi intorno alle nuove fattorie o “Villae” romane.Con l’arrivo dei Longobardi in Garfagnana, iniziamo ad avere, le prime notizie documentate del borgo che continuò, ad esser citato come Villa, anche dopo il Mille, come riporta Lopes Pegna, dopo aver esaminato la Bolla di Papa Alessandro III del 1168, nella quale viene rammentata la chiesa “Ecclesia Sancti Sixi de Villa (Collemondinga)”, dove il termine di origine germanica “Collemondinga” affiancato al più antico “Villa” (o Villae), indicava il luogo della fondazione del borgo “Colle Mondingo”, da quale poi avrà origine anche il nome del borgo, “Villa di Colle”, “Villa Colle Mondingo”, “Villa Colle Mondina” ed infine Villa Collemandina.
Villa Collemandina, dal X secolo, fece parte del feudo dei figli di Guido di Cunimondo di Villa, consorteria detta anche “Filiorum Cunimundi, legata per discendenza anche ai Ronaldinghi di Loppia (discesero da Cunimondo del fu Cunimondo) che secondo lo storico, Carlo de Stefani in “Storia dei Comuni della Garfagnana”, nel 1185, grazie al Diploma Imperiale emanato il 5 marzo dall’Imperatore Federico I, per un certo periodo, amministreranno anche il castello di Villa , comunque il dominio dei “Filii Colimundi”, cesserà nel 1248, quando questi ultimi, venderanno i loro diritti feudali, al Comune lucchese di Castiglione, prerogative che il 31 dicembre 1265, Colimundo figlio di Guglielmo “Fliis Guidi”, riuscirà ad ottenere sull’intero castello di Castiglione.
Villa Collemandina, sul finire del XIII secolo, vedrà consolidare il suo legame con il castello di Castiglione, quando la Repubblica di Lucca, ottenuta l’Investitura Imperiale sull’intera Garfagnana dall’Imperatore Federico II, per motivi amministrativi suddividerà l’intera regione in Vicarie, in questo nuovo riordino territoriale, la “Terra” di Villa Collemandina, verrà sottoposta inizialmente per un breve periodo alla “Vicaria Perpore supra”, con sede a Castiglione e successivamente (1272) alla neonata Vicaria di Castiglione, degno riconoscimento, per il più importante e fortificato castello lucchese, della Garfagnana superiore, con il quale poi Villa Collemandina dovrà fare i conti (XVII secolo).
Villa Collemondinga, come viene citata nello Statuto Lucchese del 1308, dopo la morte prematura, del nobile condottiero lucchese Castruccio Castracane, sopraggiunta nel 1328, per un lungo periodo , rimase coinvolta in una serie di dispute scoppiate fra lucchesi, fiorenti e pisani che sconvolsero, l’intera Valle del Serchio, i pisani usciti vincitori da queste schermaglie, riuscirono a mantenere la loro autorità fino al 1369, i lucchesi riottenuta l’Investitura Imperiale, sulle loro vecchie terre dall’Imperatore Carlo IV di Boemia, provvidero a riprendersi con le buone o con le cattive, tutti i castelli garfagnini, per Villa Collemandina, così iniziò un altro periodo di stabilità politica, all’inizio del XV secolo, Paolo Guinigi Signore di Lucca, riconosciuta l’importanza strategica del castello di Villa, lo fece ristrutturare e riarmare, di questa struttura, edificata sopra una piccola sommità dove sorge la chiesa parrocchiale, oggi non rimangono che poche tracce, difficilmente identificabili, nonostante il cronista (o speziale) lucchese Giovanni Sercambi (1348 – 1424), nel racconto delle sue “Croniche”, riporti un suo disegno che lo mostra, cinto da una possente cinta muraria e difesa da robuste torri, il piccolo cortile del chiostro romanico adiacente la chiesa, secondo alcuni storici, rappresenterebbe l’antica piazza d’armi del castello.
La caduta della Signoria di Paolo Guinigi (1430), aprì una nuova fase storica per Villa Collemandina, Firenze cercò immediatamente di approfittarsi, dell’indebolimento militare lucchese e come era avvenuto anche nel secolo antecedente, puntò alla conquista della Garfagnana, le sue truppe dislocate a Barga, iniziarono a effettuare incursioni di disturbo e di conquista, in tutta la parte superiore della valle del Serchio, questa volta però le schermaglie armate, fra Lucca e Firenze, non colsero di sorpresa la popolazione locale che per non rimanere schiacciata, dall’eterna rivalità fiorentina lucchese, chiese protezione al forte esercito estense, il Marchese Niccolò d’Este, il 3 febbraio del 1430, accolse la richiesta di dedizione di Villa Collemandina, sottraendo il borgo dal giogo lucchese, inizialmente l’iniziativa risultò favorevole, le guerre fiorentine lucchesi furono allontanate e il borgo entrò a far parte della Provincia Estense della Garfagnana, ma sul finire del’500, i rapporti politici fra lucchesi ed estensi, degenerarono e in pochi anni si combatterono tre guerre (1602 – 1603 – 1613) e Villa Collemandina, questa volta non potè sottrarsi agli scontri, i lucchesi arroccati a Castiglione, riuscirono a respingere sempre tutti gli assalti estensi e quel breve tratto compreso fra i due castelli, un tempo amici, fu teatro di cruenti scontri, dove l’artiglieria la fece da padrona, raggiunta la pace nel 1618, il borgo rimase fedele agli estensi fino all’Unità d’Italia.

http://www.turismo.garfagnana.eu/it.html

http://www.contadolucchese.it/villacollemandina_home.htm

http://www.villacollemandina.org/

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