Sillano

Sillano è il comune più a nord di tutta la provincia e segna il confine tra la Toscana e l’Emilia Romagna. Si estende su 64 Kmq, con una altimetria che va dai 730 mt. ai 2054 mt. del Monte Prado, la vetta più alta dell’Appennino Toscano.Due le vallate, quella di Dalli, che si raccorda al Passo di Pradarena e quella di Soraggio dove si trova il bacino artificiale di Vicaglia sulla via che conduce al Parco dell’Orecchiella. E’ da queste valli che nasce il Fiume Serchio ed è proprio l’acqua, insieme ad un ambiente naturale di rara bellezza, ad essere uno dei beni più preziosi di questo territorio. Nel capoluogo la Parrocchiale è dedicata a San Bartolomeo, la costruzione quattrocentesca ha subito numerosi interventi di restauro e di modifiche strutturali che le hanno conferito le sue attuali forme. All’interno della Chiesa, in stile tipicamente barocco, è possibile ammirare pregevoli opere pittoriche tra le quali spicca una tavola cinquecentesca raffigurante una “Madonna col Bambino tra i Santi Sisto e Caterina d’Alessandria”. Al centro del coro è inoltre possibile ammirare un affresco di artista locale raffigurante una “Adorazione della Santa Croce”.

Secondo una leggenda locale, il borgo di Sillano prese vita in epoca romana, da alcune capanne, che il dittatore Lucio Cornelio Silla fece costruire in loco, quando con i suoi uomini per le folte nevicate, rimase bloccato fra quelle montagne, interrompendo così per un certo periodo il suo viaggio (104 a.C.) verso la Gallia, spedizione militare intrapresa per portare soccorso alle armate del cognato Gaio Mario, alla sua partenza, le capanne abbandonate vennero occupate dagli uomini che da sempre vivevano in quelle montagne (pastori, boscaioli….), da questo insediamento prese vita la prima comunità di Sillano, Terra che verrà citata per la prima volta, in un atto testamentario del 18 gennaio 793, con il quale il Vescovo Walprando lascerà i suoi beni al suo successore, il Vescovo Giovanni.
Notizie Storiche
In epoca medievale, Sillano appartenne per alcuni secoli al feudo dei nobili di Dalli o de Dorajo, come alcuni storici li definirono, consorteria vassalla per molto tempo dei Malaspina, anche se alcune volte li contrastarono, con giurisdizione sui tre castelli del luogo, Dalli, Soraggio (Sorajo) e Sillano, quest’ultimo venne edificato poco più in alto del borgo di Sillano, in località Castellaccio, in una posizione strategica, che gli permise di controllare anche i castelli di Dalli, Soraggio, Cogna e Borsigliana.
Nel 1229, i nobili di Dalli incalzati dai lucchesi furono quasi costretti a vendergli il feudo, riuscendo comunque a mantenerne l’amministrazione, nello Statuto Lucchese del 1308, attraverso il quale i lucchesi riordinarono le loro Terre, Sillano fu inserito nella Vicaria di Camporgiano, Vicaria alla quale rimarrà sottoposto fino all’unità d’Italia, condividendone le sorti.
Con la morte di Castruccio Castracane, Lucca e le sue Terre vennero a trovarsi alla merce dei pisani e dei fiorentini, il caos politico che ne conseguì interessò anche l’alta Garfagnana e il comune di Sillano, che nel 1340 venne acquistato dai fiorentini e curiosamente questi ultimi lo cedettero in feudo a chi lo aveva venduto e i Malaspina, rientrarono in possesso di quelle Terre sfruttando le debolezze delle brevi Signorie che si succedettero a Lucca (Signoria dello Spinola – Signoria dei Rossi e degli Scaligeri), nel 1369 la Repubblica di Lucca, che grazie all’intervento di Carlo IV, era riuscita a ristabilire la sua autorità nella valle del Serchio, riconfermò ai nobili di Dalli i vecchi privilegi che la Contessa Matilde di Canossa e Federico I, alcuni secoli prima gli avevano concesso, così dopo alcuni anni di lotte e dispute, scoppiate fra le fazioni ghibelline e guelfe, Sillano considerata Terra guelfa nel nuovo riordino territoriale della Repubblica di Lucca (1370-1371) venne riconfermata nella Vicaria di Camporgiano, che in quel periodo raccolse sotto di se anche le Terre guelfe della Vicaria di Castiglione. Nel 1396, le Terre di Sillano rimasero coinvolte in una rivolta sobillata dal ghibellino Appiano (nobile pisano), che insieme ad alcuni fuoriusciti (esuli) lucchesi, allestirono un’armata con la quale attraverso il passo di Pradarena, penetrarono nel contado lucchese espugnando i castelli di Dalli (grazie anche al tradimento del castellano), di Sillano e di Soraggio, la risposta lucchese non si fece attendere, le milizie comunali al servizio di Bartolomeo Guinigi, coadiuvato da Cicchino Avvocati e da Giovanni Boccansocchi, accorsero immediatamente in alta Garfagnana, sedando la rivolta, i tre paesi furono devastati e dati alle fiamme e un certo Buoso da Sillano (uno dei capi della rivolta), subì la decapitazione, alcuni anni dopo un altro Guinigi, Paolo, diventato Signore di Lucca provvederà a ristrutturare e riarmare, quel castello di Sillano che il suo predecessore, assaltò e devastò con violenza.
Con la caduta a Lucca della signoria di Paolo Guinigi, Sillano come molti altri borghi dell’alta Garfagnana, nel tentativo di sottrarsi alle guerre lucchesi-fiorentine e dopo circa otto anni di dominio fiorentino, che interessò tutta la Vicaria di Camporgiano, chiese protezione al Marchese di Ferrara, la dedizione allo stato estense avvenne nel 1446 e da allora il paese farà parte della Provincia Estense della Garfagnana, fino all’Unità d’Italia eccetto la breve parentesi napoleonica.
Verso la fine del XVI secolo, iniziarono le prime dispute in Garfagnana fra lucchesi e estensi, il 16 luglio 1583, Duca Alfonso II d’Este ordinò al colonnello Lodovico Galignano di “guastare” senza occupare le Terre lucchesi in Garfagnana, le milizie reggiane forti di mille fanti e di 200 cavalieri (i Fatinelli), varcarono l’Appennino e dopo aver stabilito il loro quartier generale a Sillano, iniziarono le loro incursioni, che poi sfoceranno nelle tre guerre, che dal 1602 al 1618 i due schieramenti combatteranno nella regione.

 

http://www.contadolucchese.it/Sillano_home.htm

http://www.turismo.garfagnana.eu/it.html

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