Torre del Lago

torredelTorre del Lago è un importante frazione del comune di Viareggio. Il centro cittadino e la sua marina sono mete di un forte turismo estivo attratto dalla bellezza del posto, dai prezzi contenuti e dall’attenzione data a turismo Friendly. Torre del Lago è inoltre famosa per il celebre Festival Pucciniano che ogni anno si tiene all’auditorium costruito sulle rive del lago di Massaciuccoli. Il nome completo della località è infatti Torre del Lago Puccini in onore al celebre compositore che trascorse la maggior parte della sua vita proprio nella piccola cittadina toscana. La spiaggia di Torre del Lago, al di la degli stabilimenti attrezzati è altrettanto nota: si tratta infatti della spiaggia della Lecciona: forse l’ultima spiaggia italiana che mantiene ancora il suo stato naturale. E’ inserita nel parco di Migliarino (e San Rossore) e non presenta alcuna attrezzatura: da notare come comunque sia garantito dal comune un servizio di sorveglianza durante l’estate. La spiaggia attira ogni anno molti turisti, affascinati dalla bellezza del posto e dalle famose dune ricoperte di vegetazione.
La denominazione
Nei primi documenti non si legge mai ” Torre del Lago” ma semplicemente ” Alla Macchia “. In seguito ricorre la parola “Torre” accompagnata sempre dalla parola “Macchia” e cioè “Torre alla Macchia “. Più tardi si incomincia ad usare il termine “Torre al Lago” che diviene infine verso il 1850 “Torre del Lago “.
Il nome è dovuto al fatto che esisteva sul lago una Torre sul tipo di quella di Viareggio, costruita forse verso il secolo XV o XVI, e adibita a Torre di Guardia.
Più tardi quando qui v’era il confine ( si ricordi anche la denominazione di “Confino”) fra il Granducato di Toscana e la Repubblica di Lucca, fu adibita a Torre doganale. Non si conosce con precisione quando sia stata distrutta o sia rovinata. E’ provato che era situata dove si trova ora la Villa di Puccini; tale Villa è stata ricavata dal Maestro da una casa rustica già di proprietà di Carlo Lodovico, duca di Lucca, dove la famiglia ducale veniva ad equipaggiarsi per la pesca e la caccia nel Lago Il muro dove è stata ricavata la tomba del Maestro è un rudere dell’antica Torre.

Notizie Storiche

20Non è agevole parlare delle origini di Torre del Lago. L’Archivio Parrocchiale non ha documenti interessanti e ben poco si trova in altri archivi, comunque è provato che verso il 1700 non vi era popolazione alcuna.
La zona, paludosa intorno al lago, e riarsa dal sole verso il mare non permetteva lo stabilirsi di famiglie per l’impossibilità di ritrarne gli alimenti, Soltanto più tardi, si stabilisce sul lago qualche famiglia di pescatori. Pare che i Certosini di Farneta esercitassero dei diritti sul lago; si spiegherebbe cosi perché essi siano stati i fondatori della Parrocchia.
Quando il terreno cominciò ad essere alquanto bonificato in seguito ai lavori tendenti a rimettere in efficienza quelle fosse che in tempi remoti erano state fatte costruire (forse dai Romani che avevano una colonia a Massaciuccoli) ma che nei secoli di mezzo furono completamente abbandonate, allora incomincia la vera storia di Torre del Lago. I pochi abitanti dal volto livido e malaticcio ebbero assistenza dai Padri della Certosa di Lucca. Sono loro infatti che accolgono e registrano le prime famiglie di coloni che qua venivano dalla piana di Lucca inviatevi dai Signorotti a coltivare il terreno che la Repubblica costrinse ad acquistare per supplire ad altre opere pubbliche, La divisione del terreno in “Chiuse” di 24 coltre ciascuna, pressoché identiche, dimostra l’origine della proprietà come sopra descritta, I primi coltivatori delle Chiuse dovettero affrontare il gravissimo problema delle abitazioni, ma non si persero d’animo, utilizzando come materiale da costruzione il falasco che ancor oggi cresce rigoglioso sulle sponde del lago e nel padule. E fecero senza architetti! guardarono le prime povere capanne dove già vivevano i rari pescatori e le copiarono.
Sorsero così le pittoresche capanne che tanto piacquero a pittori e poeti e soprattutto a Giacomo Puccini. Queste capanne sfidarono i tempi, accolsero nel loro seno generazioni di pionieri e solo più tardi, molto più tardi, lasciarono il campo, quasi vergognose e timide, all’incalzare della “civiltà” che arrivava anche a Torre del Lago; gli ultimi esemplari di queste capanne hanno resistito fino al dopoguerra 1914-1918. Non ebbero i primi abitanti né chiesa né cimitero. Attraverso il lago, neonati e morti venivano portati alla Pieve di Massaciuccoli o a Quiesa per il battesimo o la sepoltura.
Sviluppo del Paese Torre del Lago aveva 191 abitanti nel 1791. Allora Viareggio ne aveva 2074. Il paese crebbe assai rapidamente, quantunque la terra non offrisse che scarsi e magri prodotti. Come si è detto, la maggior parte delle famiglie venivano dalla piana di Lucca. Nel 1856 la popolazione ascendeva a 904 anime; l’aumento era dunque molto sensibile per quei tempi. Gli abitanti vivevano di stenti, a quanto si ricava anche dalle risposte ai questionari che i parroci compilavano in occasione delle Visite pastorali. Poche famiglie soltanto erano riuscite a sollevarsi alquanto dalla generale miseria. Nonostante ciò la popolazione crebbe in 50 anni del doppio; nel 1905 si registrarono 2700 abitanti, che diventarono 4000 circa nel 1930 per toccare la punta massima con 4563 anime il 1° maggio 1950. Il paese ebbe un notevole incremento dalle rimesse che gli emigrati in America (numerosissimi) facevano alle famiglie. L’esodo in America (nella maggior parte dei casi esodo solo temporaneo) incomincia in grande stile ai primi del secolo. La maggior parte delle attuali case di abitazione sono state fatte con i sudati risparmi degli emigrati. Vi fu un periodo di bengodi al tempo in cui si impiantarono qui le famose Torbiere di Italia, chiuse dopo un paio d’anni di funzionamento deficitario. Nel periodo dopo la seconda guerra mondiale la prosperità di questo paese, che sotto certi aspetti si può chiamare benedetto, è dovuto al fatto che gli agricoltori hanno ormai conosciuto il segreto della loro terra;terra avida di concimi e di acqua, ma larga di primizie che affluiscono sui mercati e portano un poco di benessere non solo ai coltivatori ma anche ad altre categorie che nelle primizie (piselli, pomodori, cavolfiori, ecc.) trafficano con buoni risultati. Né va dimenticata la stagione balneare in cui numerosi villeggianti affluiscono a Torre del Lago che preferiscono ad altri luoghi perché al fascino del mare, congiunge la salubrità delle belle pinete e la poesia del Lago, oltre che al Festival Pucciniano del quale parleremo più avanti.
Parrocchia e Chiesa
La Chiesa è legata allo sviluppo del paese; man mano che la popolazione cresce, anche questa subisce ampliamenti e modifiche. Il primo oratorio, ora distrutto, fu costruito sul Lago nel 1671 e là anche in seguito si recavano per la processione di San Marco il 25 di aprile. Nel 1776 per ordine del Governo,i Padri Certosini costruirono l’attuale Chiesa Parrocchiale ad una sola navata; vi annessero la canonica, fondarono il benefizio e così Torre del Lago ebbe il sacerdote stabile, in qualità di curato amovibile e nominato dal Vescovo. Il primo curato fu Don Angelo Sarti dei Monti di Villa. Ecclesiasticamente Torre del lago ebbe poca considerazione fino al 1920 quando il 9 marzo fu la curateria elevata a vera Parrocchia col titolo di Priore per il suo sacerdote. A ciò furono indotti i superiori dalla constatazione della accresciuta importanza del paese per lo sviluppo commerciale favorito dalla sua posizione prossima al mare e dalla considerazione anche della religiosità del popolo e dei sacrifici da questo sostenuti per rendere più decorosa la propria chiesa parrocchiale. Ritornando alle origini, c’è da osservare che l’oratorio del Lago fu donato ai Padri Francescani di Viareggio che ne fecero l’ ospizio; era anche quello dedicato a San Giuseppe; in seguito abbandonato dai frati, andò in perdizione.
Il primo cimitero era dietro l’attuale Chiesa e precisamente dove ora è la crocera ed il coro. Nel 1854, in occasione dell’epidemia di colera, fu costruito l’attuale cimitero dal Governo di Lucca.
La Chiesa non aveva il fonte battesimale, però fin da principio i battesimi si . amministrarono qui con l’acqua del Sabato Santo prelevata in un primo tempo alla Pievania di Balbano e in seguito alla Chiesa di Sant’Antonio di Viareggio; Ebbe poi il suo fonte battesimale. Crescendo la popolazione e sviluppandosi il paese assai rapidamente, si dovette affrontare il problema della capienza della Chiesa. Ricostruiamo le varie tappe: nel 1878 furono condotti a termine i lavori della crocera e del coro; nel 1891 fu fatta l’attuale sacrestia; nel 1895 e 1897 furono aggiunte le due navate laterali. Il campanile fu costruito negli anni 1904-1908. Intanto man mano veniva corredata di altari, di pulpito, di pavimento e nel dopoguerra fu costruita la cupola, fatto il rialzamento della parte vecchia e quindi ebbe la decorazione per finire poi con le finestre istoriate nel 1938. Occorsero pertanto 60 anni di lavori per portarla ad una forma decente e ad una grandezza sufficiente. I vari difetti di struttura sono dovuti proprio al fatto di essere venuta su in troppe volte.
Da notare che soltanto i paesani con i propri mezzi provvidero a finanziare tutti i lavori. Il giorno infausto – 8 settembre 1943 – la caduta del campanile minato dai militari tedeschi, crollò sulla Chiesa che ne ebbe distrutta la parte posteriore e quindi più vitale, con la rovina dell’Altare, dell’Organo donato da Antonio Puccini, della Sala di Compagnia, con danni gravissimi ai tetti, alle volte, ai muri tanto da doversi considerare semidistrutta. Dopo aver provveduto alle riparazioni, l’ 8 settembre 1951, a distanza di 7 anni col concorso del popolo e l’aiuto del Governo, tutte le opere ricostruite e migliorate, vedono la loro solenne inaugurazione.

Il Maestro Giacomo Puccini1
Nacque a Lucca il 22 dicembre 1858, discendente delle famiglie di musicisti del padre e della madre, ebbe una fanciullezza segnata dalla dolorosa perdita del padre, ma un concreto sostegno dalla madre che intuite le potenzialità del figlio seppe indirizzarlo verso gli studi classici, facendogli frequentare le scuole del Seminario Arcivescovile di Lucca con scarsi progressi. Tuttavia la signora Albina madre di Giacomo capì che lo scarso impegno del figlio era da imputare ai cattivi compagni che questi frequentava e pensò di allontanarlo da Lucca, riuscì a trovare l’aiuto della Regina Margherita che contribuì alle spese di mantenimento . di Giacomo per un anno a Milano. Nella metropoli del nord Giacomo incontrò il Maestro Amilcare Ponchielli sotto la cui guida studiò proficuamente, tanto che scaduto l’anno il medesimo sentenziò che interrompere gli studi e richiamare a Lucca il ragazzo sarebbe stato un sacrilegio. La signora Albina con enorme sacrificio riuscì ancora a mantenere il figlio a Milano, dove si fece onore e si(diplomò. Iniziò a frequentare personalità del mondo teatrale dalle quali fu apprezzato tanto che sottoscrissero una forte somma perché la composizione ” Le Villi” fosse eseguita nei teatri. ‘Fu il successo, la folla piena di entusiasmo ed il giovane fuori di se dalla gioia. Rientrato a Lucca per la tragica scomparsa della madre Albina fu ripreso dalle distrazioni per la caccia, la pesca e le gite con gli amici, ma non al punto da fargli trascurare l’arte per la musica; così egli capì che Lucca lo distraeva troppo e che aveva bisogno di un luogo quieto per captare le armonie diffuse ne1l’universo e per creare nuove melodie. Questo luogo particolare lo trovò a Torre del Lago, scoperse quest’ angolo di terra nel giugno del 1891, probabilmente in occasione di una battuta di caccia, se ne innamorò talmente e intensamente da definirlo” Gaudio supremo, Eden, Empireo! ” Cercando una abitazione nella quale vivere con la famiglia mise gli occhi su una casa rustica, posta in riva del Lago e la fece sua, la rinnovò, la ingrandì trasformandola in oasi confortevole e tranquilla, di certo seppe che quell’abitazione era stata adattata sulle mura dell’antica torre di guardia che aveva dato il nome a tutto quel territorio. In quest’oasi egli formò la sua famiglia, lontano dalla curiosità contestatrice di quanti non gli perdonavano gli errori giovanili, regolarizzando saggiamente la convivenza iniziata a Lucca. In questa casetta sul Lago riceveva gli amici che si univano a lui nelle battute di caccia, poi nella solitudine della quiete notturna componeva la sua musica e creava quelle dolci melodie che tutto il mondo imparò presto a conoscere. Man mano che la sua notorietà cresceva, alla sua abitazione cominciarono ad arrivare anche gli illustri personaggi che come Giovanni Pascoli, sempre più numerosi venivano a trovarlo, e per questo il nome di Torre del Lago cominciò a percorrere le via del mondo. In quest’oasi nacquero e spiccarono il volo le sue creature migliori, sbocciarono nelle ore notturne dalle undici della sera alle tre del mattino Edgar, Manon, Tosca, Bohème, Butterfly, La Fanciulla dei West, Suor Angelica, la Rondine, il Tabarro, Gianni Schicchi, e Turandot l’ultima delle stupende creature che lasciò incompiuta. Il Maestro amava tantissimo la sua casetta a Torre del Lago anche quando divenuto l’idolo delle folle, per quanto applaudito e onorato nelle più belle città del mondo, appena aveva un momento libero ritornava alla sua. Torre del Lago ove solo poteva ritrovare un poco se stesso per godervi un’ora di pace e tranquillità. Purtroppo l’ambiente tranquillo e incontaminato nel quale il Maestro compose le sue opere fu disturbato negli ultimi anni dalla costruzione dello stabilimento industriale denominato “Torbiere d’Italia” che prevedeva l’escavazione della torba e la sua combustione per la produzione di energia elettrica, l’unico beneficio per la popolazione di Torre del Lago fu l’impiego per un paio d’anni della manodopera nelle lavorazioni, ma avendo il tutto un bilancio deficitario, in breve fu decisa la chiusura dello stabilimento. Durante tale periodo il Maestro spostò la sua residenza in una villetta che aveva fatto costruire a Viareggio in località Marco Polo, e da tale luogo mentre lavorava alla stesura della sua Turandot, colpito da grave malattia fu trasportato a Bruxelles per esservi operato, le sue condizioni si sono aggravate fino alla sua scomparsa avvenuta il 29 novembre 1924. La triste notizia giunse presto in Italia, a Lucca, a Torre del Lago, costernate per aver perduto il più celebre dei suoi figli. Dopo un breve periodo dì inumazione nei Camposanto Monumentale di Milano, Antonio Puccini figlio del Maestro ottenne l’autorizzazione per traslare i resti mortali del genitore nella sua amata casa di Torre del Lago e ne organizzò il mesto ritorno in quella Chiesa che aveva visto Giacomo genuflesso davanti all’ Altare, parata a lutto e piena fino all’inverosimile, nella quale ebbe la benedizione ed il commiato con le soavi melodie gregoriane. Poi fu riportato alla sua Torre, dove nel muro antico e possente gli fu preparato l’avello per l’ultimo riposo. E con lui in seguito, si ricongiunsero per l’ultima pace la sposa Elvira ed il figlio Antonio.
La vita del Maestro fu piena di contrasti e di passioni, fra le quali dominante fu l’amore sempre inappagato così come egli espresse, in tutte le sue creature e che si concludeva sempre, dopo l’ebrezza, in uno strazio immenso.

L’ Aviazione nel Lago

Negli Anni pionieristici dell’aviazione il Lago di Massaciuccoli per la sua felice posizione in prossimità del mare ed in zona abbastanza riparata dai venti nel periodo invernale venne utilizzato come base degli aerei militari idrovolanti. Nell’anno 1931 il lago fu teatro di un raduno a livello nazionale di quasi tutte le squadriglie allora esistenti. Nei successivi anni dal 1932 al 1935 il lago ospitò i due colossi dell’Aeronautica Militare ovvero i “DORNIER DO X” forniti di ben 12 motori da 500 HP. Successivamente nel periodo della seconda guerra mondiale nel lago avevano base alcuni reparti che svolgevano compiti di Ricognizione Marittima e Soccorso Aereo, fino al giorno dell’ armistizio quando la base fu smantellata. Da quei tempo il lago tornò ad essere un calmo rifugio per gli uccelli e i pesci, sebbene le sue acque abbiano perduto, forse per sempre, la loro limpidezza cristallina di un tempo.

Il Festival Pucciniano

Un giorno il Maestro Puccini, uscendo dalla sua villa a guardare il Lago al tramonto, disse a Gioacchino Forzano, suo librettista e già famoso commediografo: – “Mi piacerebbe vedere una mia opera rappresentata qui”.
E Forzano non dimenticò quella frase e quel desiderio. Alcuni anni dopo la scomparsa del Maestro, fu costituito a Roma il “Carro di Tespi Lirico” e Forzano al quale fu affidata la direzione dell’Ente, decise che l’inaugurazione di questo importante Complesso avvenisse a Torre del Lago, sul piazzale antistante la Villa, da poco ampliato, era l’estate del 1930. Per effettuare la rappresentazione fu costruito un teatro davvero originale, il palcoscenico fu posto “nel Lago su palafitte; il boccascena era rivolto alla villa dove Puccini era sepolto e la platea allestita con panche di legno disposte a semicerchio. L’opera in programma fu Bohème, il direttore d’orchestra fu Pietro Mascagni, gli interpreti Rosetta Pampanini, Margherita Carosio, Angelo Minghetti, Luigi Montesanto, Ernesto Badini, Giacomo Vaghi. Quella “prima” di Bohème ebbe un successo strepitoso. Una marea di appassionati giunti con treni straordinari,con auto, con moto, in bicicletta, a piedi, invase Torre del Lago, creò ingorghi paurosi sul viale Puccini, cercò con ogni mezzo di entrare nel teatro, ma furono molti quelli che dovettero accontentarsi di ascoltare Bohème fuori del recinto. Per tutti gli abitanti del paese fu un evento memorabile. L’anno successivo 1931, con il teatro strutturato allo stesso modo, furono rappresentate “Madama Butterfly”con la Pampanini e Minghetti e come seconda opera “Bohème” con beniamino Gigli e Adelaide Saraceni, un cast artistico veramente eccezionale! Anche questa seconda stagione lirica ottenne un immenso successo e da allora il nome del nostro paese, che il Consiglio Comunale della Città di Viareggio volle abbinare per sempre all’illustre Maestro Puccini, decretandone l’attuale denominazione di Torre del Lago Puccini, prima pressoché sconosciuto, diventò noto come il paese di Giacomo Puccini. La storia della stagione lirica Pucciniana, dopo quelle due “prime” famose si appanna, subisce delle interruzioni, riprende quota dopoguerra nel 1949 con le celebrazioni del 25° anniversario della morte del Maestro, e successivamente dal 1952 viene riproposta annualmente con alterne fortune e con complessi artistici non sempre all’altezza del compito loro affidato. Dal 1971 è un continuo progredire della stagione lirica: migliorano il livello artistico delle rappresentazioni e l’organizzazione generale, più imponente diventa anno dopo anno la presenza del pubblico che ha dimostrato sempre di gradire queste celebrazioni, di amare Puccini, di volere Puccini, anche nelle stagioni più grigie e artisticamente meno valide. Vinta ogni remora, anche il Consiglio Comunale di Viareggio riconosce finalmente la validità artistica, culturale, turistica delle Manifestazioni organizzate nel teatro all’aperto dei “Quattromila” a Torre del Lago e costituisce un apposito” Centro” perché ne curi espressamente e autonomamente l’impostazione generale e l’annuale svolgimento. Si scritturano artisti di chiara fama, orchestre e maestri direttori d’orchestra la cui presenza sia degna di onorare Puccini, si migliorano le strutture ed i servizi, si cerca di dare al pubblico quanto esso chiede e vuole per Puccini: spettacoli che ne onorino la memoria, spettacoli che possano vedersi solo qui, nei luoghi dove il Maestro visse e si ispirò, e che siano una ” magica occasione per ascoltare, per comprendere, per vivere Puccini a casa sua. La presente sintesi della storia dì Torre del Lago Puccini è stata redatta dalla Pro Loco di Torre del Lago Puccini attingendo alle fonti del libro “Torre del Lago, due secoli dì storia” edito in occasione del bicentenario della fondazione della Parrocchia dì San Giuseppe e dal “numero Unico edito in occasione della ricostruzione postbellica della medesima Chiesa Parrocchiale”.

http://www.torredellago.com/

http://www.prolocotorredellagopuccini.it/chisiamo.htm

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