Fabbriche di Vallico

Fabbriche di Vallico è un delizioso borgo nel cuore della Garfagnana sulla rive del fiume Serchio. Da visitare nel paese la chiesa di San Jacopo, costruita sul luogo dove un tempo sorgeva il  vecchio eremo dei frati agostiniani costruito agli inizi del 1200 e chiuso alla metà del XVI secolo per mancanza di eremiti. Nel 1944 nella chiesa di fabbriche di Vallico, per volontà del Parroco don Mario Rossi, è stata riprodotta la grotta di Lourdes.  Sempre a Fabbriche di Vallico troviamo un palazzo con giardino e loggiati che rappresenta un esempio insigne di architettura toscana del XVI secolo.
Ma il monumento che è forse più conosciuto di Fabbriche di Vallico è il ponte che unisce le due parti del paese e che ha la forma a basto di mulo. Il ponte è sovrastato da una costruzione che nel passato aveva funzione di dogana con i fondi adibiti a prigioni, in quanto segnava il confine tra il Ducato di Modena e la Repubblica di Lucca.
Architettonicamente molto interessante è la  chiesa romanica di San Giacomo a Vallico di Sotto. La chiesa è divisa internamente in tre navate tre navate e conserva al proprio interno un pregevole trittico quattrocentesco raffigurante la Madonna col Bambino tra Santi attribuito a Bernardino del Castelletto.
Da Fabbriche di Vallico è facilmente raggiungibile l’alpe di Matanna. Ai piedi del monte Penna, poco lontano da Vallico Sopra, si trova la famosa Buca di Castelvenere, un’ampia apertura che nei secoli passati è probabilmente stata un luogo di culto della fecondità.
Lungo il sentiero che attraversa le valli del Palodina si trova San Luigi, una località di alpeggio con faggi ed ombrosi castagni e abitazioni tipiche dell’attività pastorale. Da qui si gode di uno stupendo panorama.

Notizie Storiche

La storia del borgo di Fabbriche di Vallico, iniziò con la fondazione di un piccolo eremo, appartenente all’ordine di S.Agostino dedicato ai SS.Giorgio e Galgano, avvenuta nel 1214 in località Valbona, grazie ad alcune donazioni effettuate dal popolo del castello di Trassilico. In pochi anni, grazie ad una serie di donazioni il piccolo convento o Hospedale come possiamo definirlo, riuscì ad avere delle buone entrate, che successivamente gli permisero di acquistare altri beni, tanto che nel catalogo degli estimi della Diocesi di Lucca del 1260, risulterà pagare un tributo di 60 libbre. Questo periodo d’oro fini verso la fine del secolo successivo, nel 1374 per risollevare le sorti del convento il Vescovo di Lucca, concesse l’indulgenza Plenaria a chiunque contribuisse economicamente alla sua ristrutturazione, nobile intento che riuscì solo ad allungare di poco la sua esistenza, che cessò nel 1461, quando Innocenzo X attraverso una “Bolla Pontificia”, ordinò la soppressione di tutti i conventi aventi meno di dieci religiosi e il convento dei SS.Giorgio e Galgano di Valbona venne così soppresso e unito definitivamente al convento lucchese di S.Agostino, i suoi beni furono venduti ad un certo Bernardino di Vallico di Sotto, che si incaricò anche del mantenimento della piccola chiesa del convento che sarà ribattezzata della SS.Annunziata.  Ai primi del XIV secolo, con l’arrivo in zona di alcuni fabbri bergamaschi, a poca distanza dal convento lungo le rive del torrente Turrite Cava, iniziarono a sorgere delle piccole botteghe dedite alla lavorazione del ferro e più precisamente alla fabbricazione dei chiodi, attività dalla quale deriverà anche il nome del luogo “Fabbriche” e che fino al XIX secolo rappresenterà una notevole fonte di reddito per la popolazione di quella stretta e impervia valle, abitata dall’uomo fin dal IV-V secolo a.C. (reperti archeologici di Tana di Castelvenere)  ma da sempre povera di risorse.Antico dominio dei Ronaldinghi, con l’arrivo dei lucchesi in val di Serchio, la valle finì sotto la loro giurisdizione (XIII secolo), inizialmente venne sottoposta alla Vicaria a Perpore Infra con sede a Barga, in seguito col riordino territoriale della Repubblica di Lucca del 1272, verrà poi inserita nella neonata Vicaria di Barga, solo nel successivo riordino (statuto del 1308), iniziamo a trovare citato anche il comune di “Fabbriche”. Con la morte di Castruccio Castracane Signore di Lucca, la Repubblica attraversò un periodo travagliato, dove i pisani e i fiorentini la fecero da padroni, al termine di lunghe dispute i fiorentini si insediarono a Barga, mentre i pisani rimasti padroni di 15 comuni (fra i quali figura Fabbriche) della vecchia Vicaria di Barga, nel 1343 ne istituirono una a Gallicano “Vicaria Gallicani”, i lucchesi alcuni anni dopo riuscirono a riprendere il controllo dei vecchi confini della Repubblica. Nella valle del Serchio solo Barga riuscì a sottrarsi e Fabbriche di Vallico ritornò così sotto le insegne lucchesi della Vicaria di Gallicano, che venne riconfermata.Con la Signoria di Paolo Guinigi, Lucca e le sue terre attraversarono un periodo florido, molti castelli vennero rafforzati o ricostruiti, soprattutto quelli più esposti lungo i confini della Repubblica, il commercio e le altre attività collegate dopo anni di guerre e saccheggi ripresero a trainare l’economia della regione e in molti paesi iniziarono a sorgere i primi palazzi civili. Ad un miglioramento della situazione economica, però non corrispose un miglioramento della situazione politica, il Guinigi giudicato da molti personaggio debole e forse troppo diplomatico, non riuscì a placare le lotte interne e fu vittima di una congiura ordita da Pietro Cenami e Lorenzo Buonvisi che lo destituirono. La sua caduta, avvenuta con il riaccendersi della guerra fra Lucca e Firenze, riportò il caos nella valle del Sechio, spingendo Fabbriche di Vallico e la maggior parte delle “Terre” garfagnine, soprattutto quelle ghibelline, a chiedere protezione a Niccolò d’Este Marchese di Ferrara (1429) e gli estensi, ben felici di penetrare in Garfagnan, accettarono e istituirono la Provincia Estense della Garfagnana, suddividendola in Vicarie, il borgo di Fabbriche di Vallico venne inserito nella Vicaria di Trassilico (che diverrà anche Podesteria), ritrovando sul suo cammino l’antico castello, che alcuni secoli prima con le sue donazioni all’eremo di S.Agostino aveva dato origine alla fondazione del paese.Ai primi del 1600, gli estensi entrarono in guerra con i lucchesi, in pochi anni si succedettero ben tre guerre, in una di queste e più recisamente il 27 luglio1602 il paese di Fabbriche di Vallico venne attaccato dagli uomini di Pescaglia e Gello (Terre lucchesi): la battaglia fu aspra e fu grazie al provvidenziale intervento del mediatore Pirro Lavezzi (richiesto dai Lucchesi) che si riuscì a ristabilire una tregua. Queste Terre da molti anni in disputa fra loro, indipendentemente da chi le governava, avrebbero sospeso le incursioni, le zone di pascolo causeranno anche in seguito altre scaramucce, ma non si arriverà mai più ad uno scontro frontale e sanguinoso, come avvenne in quei giorni.Con la fine delle ostilità fra i lucchesi e gli estensi 27 agosto 1618, Fabbriche di Vallico si incamminerà verso l’epoca moderna, condividendo la sorte con Trassilico e gli estensi fino all’Unità d’Italia, rimanendo curiosamente diviso in due, la parte sorta sulla riva destra rimase in mano ai lucchesi e la parte sorta sulla riva sinistra (la principale) rimase agli estensi, il ponte, oggi uno dei punti più caratteristici del borgo, che collegava le due parti fu trasformato in dogana.Con la chiusura dell’antico convento di S.Agostino di Valbona, il popolo di Fabbriche decise di edificare una nuova chiesa, che fu intitolata a S.Jacopo e consacrata il 21 ottobre del 152.

http://www.turismo.intoscana.it/it/

http://www.contadolucchese.it/Fabbrichedivallico_home.htm
 

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